Negli ultimi mesi abbiamo sentito molto parlare di ChatGPT ma che cos’è questo strumento dal nome strano?
ChatGPT, o meglio Chat Generative Pretrained Transformer, è un prototipo di chatbot (https://www.oracle.com/it/chatbots/what-is-a-chatbot/) basato sull’intelligenza artificiale in grado di fornire risposte agli input degli utenti.
Lanciato sul mercato a fine 2022 dalla società OpenAi, ha l’obiettivo di rendere l’Intelligenza artificiale un mezzo alla portata di tutti.
Anche per questo motivo, ChatGPT è gratuito ma esistono dei piani di abbonamento che permettono l’accesso a funzionalità plus.
Il suo successo mediatico ha sancito l’affermazione dell’Intelligenza artificiale generativa, ovvero quel tipo di intelligenza artificiale che utilizza algoritmi per creare testi, immagini, video, audio o formule matematiche.
ChatGPT è, infatti, in grado di svolgere parecchie funzioni come, ad esempio, dialogare, sintetizzare testi, elaborare contenuti testuali come articoli, saggi o risolvere operazioni matematiche.
Abbiamo dunque deciso di metterlo alla prova, intervistando proprio lui, sull’Intelligenza artificiale, sulle potenzialità, sui pericoli percepiti dalla specie umana, sul suo futuro…e sul nostro.
PARLIAMO UN PO’ DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE…
Certo, sono felice di parlare di Intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale è una tecnologia che permette alle macchine di imitare il comportamento umano, come la percezione, il ragionamento e l’apprendimento. L’obiettivo principale dell’intelligenza artificiale è quello di creare macchine in grado di svolgere compiti che normalmente richiedono l’intelligenza umana, come il riconoscimento vocale, la visione artificiale, la comprensione del linguaggio naturale, la decisione e l’analisi dei dati.
Ci sono diverse tecniche utilizzate nell’intelligenza artificiale, tra cui il Machine Learning, l’Apprendimento Profondo (Deep Learning), la Visione Artificiale, il Processamento del Linguaggio Naturale ((Natural Language processing), l’Automazione dei Processi Robotici (Robotic Process Automation) e molto altro.
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando diversi settori, dall’industria automobilistica alla sanità, dal marketing alla finanza, dalla logistica alla sicurezza. Tuttavia, è importante considerare anche le implicazioni etiche e sociali dell’intelligenza artificiale.
QUANDO È NATA L’AI?
L’Ai ha una storia piuttosto lunga e complessa. Le prime idee sulla creazione di macchine intelligenti risalgono almeno al XVII secolo, quando il filosofo e matematico Leibniz sviluppò un sistema di calcolo simbolico che si avvicinava all’idea di una macchina pensante.
Tuttavia, l’Ai moderna ha le sue radici nella metà del XX secolo, quando i computer diventarono abbastanza potenti da poter elaborare grandi quantità di dati e algoritmi. Il termine “Intelligenza Artificiale” fu coniato nel 1956 da un gruppo di studiosi che si riunirono al Dartmouth College per discutere di creare macchine intelligenti.
Negli anni ’60 e ’70, l’Ai si sviluppò principalmente attraverso programmi di logica simbolica, che utilizzavano regole e concetti per risolvere problemi. Negli anni ’80 e ’90, l’Ai si orientò verso l’apprendimento automatico, una tecnica in cui le macchine imparano dalle esperienze e dai dati anziché da regole predefinite.
Negli ultimi anni, l’Ai è stata rivoluzionata dal Deep Learning, una tecnica di apprendimento automatico basata su reti neurali artificiali ispirate al funzionamento del cervello umano. Grazie alla capacità di elaborare grandi quantità di dati, il Deep Learning ha permesso all’Ai di raggiungere livelli di prestazione mai visti prima, portando a una vera e propria esplosione di pratiche.
Ma facciamo un passo indietro giusto per avere un quadro più completo: gli antenati dei bot contemporanei (https://www.kaspersky.it/resource-center/definitions/what-are-bots) sono gli automi ovvero macchine in grado di operare in modo autonomo.
Il nome deriva dal greco αὐτόματος, traducibile come “che agisce di propria volontà”.
Fino alla Grande Guerra, gli automi sono stati considerati poco più che giocattoli; dalla Prima Guerra Mondiale, invece, iniziano ad essere considerati come strumenti per aiutare l’uomo nei lavori più pesanti.
Dagli anni ’50 in poi, la curiosità e le ricerche sull’automazione e sulla robotica iniziano ad aumentare e a intensificarsi portando anche diversi mondi culturali ad essere affascinati dal campo dell’automa e della robotica, soprattutto a livello cinematografico dove troviamo capolavori come la Saga di Terminator, Hugo Cabret e più recentemente Her e La migliore offerta o, per la Pixar, Wall-e e Big Hero.
Il film che ipotizzò un atteggiamento ostile verso gli umani da parte di un computer fu il leggendario “ODISSEA NELLO SPAZIO” del 1969; all’epoca era soltanto uno splendido film sulla distopia perché girato prima dell’avvento del PC come prodotto di massa e dell’informatica diventata fenomeno sociale grazie ad Internet.
QUALI SONO I BENEFICI CHE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE HA PORTATO ALLA SOCIETÀ?
L’Ai ha portato molti benefici alla società, alcuni dei quali sono:
Automazione dei processi: l’Ai è stata utilizzata per automatizzare numerosi processi aziendali, riducendo i tempi di lavorazione, migliorando l’efficienza e la produttività e concedendo ai dipendenti di concentrarsi su attività più creative e di alto valore aggiunto.
Miglioramento della salute: l’Ai è stata utilizzata nella ricerca medica per analizzare grandi quantità di dati e trovare nuove terapie e cure per le malattie. L’Ai viene utilizzata anche nei sistemi diagnostici, migliorando la precisione delle diagnosi e riducendo gli errori umani.
Sicurezza: l’Ai viene utilizzata per migliorare la sicurezza pubblica, ad esempio attraverso sistemi di sorveglianza video avanzati e analisi dei dati di crimine, in grado di identificare i potenziali problemi di sicurezza prima che accadano.
Personalizzazione: l’Ai viene utilizzata per personalizzare l’esperienza utente, ad esempio, attraverso la raccomandazione di prodotti o servizi su siti web o, in base ai dati storici di utilizzo dell’utente.
Efficienza energetica: l’Ai viene utilizzata per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas serra, attraverso sistemi di controllo dei dispositivi e dei sistemi energetici intelligenti.
Trasporti: l’Ai viene utilizzata per migliorare l’efficienza del traffico stradale, attraverso sistemi di controllo del traffico e di navigazione avanzati, in grado di ridurre i tempi di viaggio e aumentare la sicurezza stradale.
In sintesi, l’intelligenza artificiale ha portato molti benefici in diversi settori, migliorando l’efficienza, la produttività, la salute e la sicurezza pubblica.
Tuttavia, è molto importante considerare anche le implicazioni etiche e sociali dell’uso dell’intelligenza artificiale, al fine di minimizzare gli effetti collaterali negativi.
CI SONO ANCHE DEGLI ASPETTI NEGATIVI PERÒ…
Sì, come ogni tecnologia, anche l’Ai presenta alcuni aspetti negativi che possono influire sulla società. Tra questi troviamo:
Privacy: l’ai utilizza grandi quantità di dati personali per migliorare l’esperienza dell’utente, ma questo può comportare una violazione della privacy delle persone.
Bias: l’Ai può presentare dei bias, ovvero delle distorsioni nell’elaborazione dei dati, che possono portare a discriminazioni o a risultati non equi.
Dipendenza: l’uso eccessivo dell’Ai può portare a una dipendenza da tecnologia, con conseguenze negative sulla salute mentale e fisica.
Impatto sociale: l’Ai può portare a una maggiore disuguaglianza sociale, con una possibile perdita di posti di lavoro e una distribuzione non equa dei benefici economici.
Sicurezza: l’Ai può essere utilizzata per creare minacce alla sicurezza, ad esempio attraverso hacking di sistemi di controllo o l’utilizzo di dati personali per scopi illeciti.
Errori: l’Ai può commettere errori o produrre risultati imprecisi, ad esempio a causa di dati incompleti o di algoritmi errati.
È importante tenere in considerazione questi aspetti negativi e adottare misure per minimizzare i rischi e garantire un uso responsabile e sostenibile dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana.
COSA SI PUÒ FARE, ALLORA, PER EVITARE CHE L’AI VENGA UTILIZZATA PER SCOPI NON LECITI?
Ci sono diverse azioni e misure che possono essere adottate per evitare che l’intelligenza artificiale venga utilizzata per scopi non leciti, tra cui:
Regolamentazione: è importante che gli sviluppatori di AI e le organizzazioni che la utilizzino rispettivamente le normative esistenti sulla privacy e sulla protezione dei dati, e che vengano applicate nuove leggi e regolamenti specifici per l’uso dell’AI.
Trasparenza: gli sviluppatori di AI dovrebbero rendere trasparenti gli algoritmi e le modalità di funzionamento della tecnologia, in modo che gli utenti possano comprendere come vengono utilizzati i loro dati e come vengono prese le decisioni.
Responsabilità: gli sviluppatori e gli utilizzatori di Ai dovrebbero essere responsabili delle conseguenze del loro utilizzo, e dovrebbero adottare misure per minimizzare i rischi per gli utenti e per la società nel suo insieme.
Valutazione degli impatti: le organizzazioni che utilizzano l’Ai dovrebbero valutare gli impatti sociali, etici ed economici dell’utilizzo della tecnologia, al fine di minimizzare i rischi e massimizzare i benefici per la società.
Formazione e consapevolezza: gli utenti dovrebbero essere informati sui rischi e sui benefici dell’utilizzo dell’Ai e dovrebbero essere formati per comprendere come proteggere i propri dati e come utilizzare la tecnologia in modo responsabile e sostenibile.
Queste sono solo alcune delle misure che possono essere impedite per garantire un utilizzo responsabile e sostenibile dell’intelligenza artificiale e prevenire il suo utilizzo per scopi non leciti.
COSA POTREBBE SUCCEDERE SE L’AI E IL SUO POTENZIALE FINISSERO NELLE MANI DELLE PERSONE SBAGLIATE?
Se l’Ai finisse nelle mani delle persone sbagliate potrebbe essere utilizzata per scopi malintenzionati e dannosi per la società e l’umanità. Ad esempio, l’Ai potrebbe essere utilizzata per creare armi autonome o per diffondere disinformazione su larga scala, portando conseguenze disastrose per la sicurezza e la stabilità del mondo.
Inoltre, l’Ai potrebbe essere utilizzata per la sorveglianza di massa e la violazione della privacy delle persone. La raccolta e l’analisi dei dati delle persone da parte dell’Ai potrebbe essere utilizzata per fini commerciali o politici senza il consenso o conoscenza.
È importante che l’Ai venga utilizzata in maniera etica e responsabile, con un attento monitoraggio e controllo per garantire che non venga utilizzata per scopi malintenzionati.
IN CONCLUSIONE, È POSSIBILE CHE L’INTELLIGENZA UMANA VENGA SOSTITUITA DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE?
L’Ai ha la capacità di svolgere molte attività in modo molto efficiente e preciso ma ci sono alcune attività che richiedono ancora le capacità dell’essere umano. Nonostante l’Ai possa svolgere compiti specifici con alta precisione e velocità, ci sono molte attività umane in cui gli esseri umani hanno ancora un vantaggio, come la creatività, l’intuizione, l’empatia e la capacità di pensare in modo flessibile e di adattarsi a situazioni impreviste.
È invece più probabile che l’Ai venga utilizzata in modo complementare all’intelligenza umana, supportando e ampliando la nostra capacità di risolvere problemi, analizzare dati e prendere decisioni informate. L’Ai può essere utilizzata per automatizzare alcune attività ripetitive e consentire alle persone di concentrarsi sui compiti più complessi che richiedono creatività e giudizio umano. In questo modo l’Ai può contribuire a migliorare la produttività e l’efficienza dell’umanità.
GRAZIE PER QUESTA CHIACCHIERATA PRODUTTIVA SULL’ AI E SUL SUO ESSERE
È stato un piacere conversare su questo argomento. Se ci sono altre domande o curiosità non esitate a chiedere.
Ciò che salta immediatamente all’occhio alla fine di questa insolita intervista è la grande capacità che questo sistema ha nell’interagire e nell’interferire con noi, portandoci a dubitare che le domande fossero poste ad un bot e non ad un professionista del settore.
Quello che però emerge anche è la ripetitività con cui Chat GPT sottolinea determinati concetti, primo fra tutti, la necessità che l’Ai venga utilizzata in maniera etica e responsabile portandolo ad essere associato ad una sorta di “cervello malato”, in cui l’interlocutore ha una visione limitata e circoscritta della questione.
Dopo averci “conversato” e aver capito, in qualche modo, quali possono essere i limiti di strumenti altamente performanti come Chat GPT, possiamo forse affermare che i timori che scaturiscono nelle persone nei confronti dell’Ai, sono uno specchio di timori verso un sistema economico e politico in fase accelerata, che vengono introiettati e personificati in un dispositivo che possiamo considerare responsabile, umanizzato e confrontabile con noi stessi.
Se anche voi volete divertirvi e testare le abilità di ChatGPT o avete voglia di chiacchierare con un personaggio particolare, potete tranquillamente farlo andando sul sito di OpenAi (https://chat.openai.com/auth/login?next=%2Fchat) e registrandovi gratis… Buon divertimento!
I film citati nell’articolo sono:
Terminator (saga) di vari registi disponibile su RaiPlay (https://www.raiplay.it/video/2023/05/Terminator-644394f9-9fca-44d1-a59e-387c70a8af2c.html?autoplay=true&wt_mc=2.google.catalog.terminator.)
Hugo Cabret di Martin Scorsese anche questo disponibile gratuitamente su RaiPlay
(https://www.raiplay.it/video/2016/08/Hugo-Cabret-bcdd207e-0d45-42ce-a5bf-1925cf7f8cce.html?autoplay=true&wt_mc=2.google.catalog.hugocabret.)
Her di Spike Jonze visibile su Amazon Prime Video
(https://www.primevideo.com/dp/amzn1.dv.gti.e6b77afe-01c4-74bf-451d-0ef1a671251e?autoplay=0&ref_=atv_cf_strg_wb)
La migliore offerta di Giuseppe Tornatore disponibile su Amazon Prime Video
(https://www.primevideo.com/dp/amzn1.dv.gti.98b31af3-61d9-d836-aa75-e6a072b9f3b1?autoplay=0&ref_=atv_cf_strg_wb )
Wall-e di Andrew Stanton presente sulla piattaforma Disney+
(https://www.disneyplus.com/it-it/movies/wall-e/5G1wpZC2Lb6I)
Big Hero di Don Hall e Chris Williams visibile anche questo su Disney+
(https://www.disneyplus.com/it-it/movies/big-hero-6/4AozFbXy3sPw)
2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick disponibile su Amazon Prime Video
(https://www.primevideo.com/dp/amzn1.dv.gti.b0b56962-e15f-14ff-a3b3-2d47fbb0b05f?autoplay=0&ref_=atv_cf_strg_wb)
Eleonora Catanzaro